venerdì 19 febbraio 2010

QUESTIONE MORALE? No grazie, io la chiamo ETICA PUBBLICA: "Politici eticamente candidabili"


In questi ultimi mesi alcuni esponenti politici hanno messo in primo piano il problema della c.d. «QUESTIONE MORALE» nelle cariche elettive: e' un argomento importante, da affrontare a livello normativo ma anche a livello etico.
(nota di volterrianamente: io credo che non si debba parlare sul piano morale di questi temi e quindi non si debba parlare di morale quando si tratta di incarichi pubblici, perché ognuno ha una diversa morale ma un'uguale senso di etica pubblica). Sarebbe opportuno che i partiti politici non candidassero persone che sono state condannate per reati contro la pubblica amministrazione, come corruzione, concussione, abuso d'ufficio, o anche per reati contro l'economia, l'ordine pubblico, il patrimonio. Naturalmente nel nostro ordinamento giuridico vige la presunzione di non colpevolezza fino al momento in cui la sentenza di condanna non e' definitiva, ma dall'inizio del procedimento penale fino alla sentenza della Corte di Cassazione trascorre un lasso di tempo troppo grande, e cio' puo' generare incertezza e confusione. Ecco dunque l'importanza di un codice di comportamento, un documento comune, che potrebbe essere adottato da tutti i partiti politici, contenente la non candidabilita' di tutte le persone condannate in primo grado per tali reati. La trasparenza e l'onesta' di chi si candida devono diventare requisiti fondamentali ed imprescindibili. Alcuni mesi fa una societa' di ricerca ha pubblicato un sondaggio dal quale emerge che oltre il 60% dei giovani e' totalmente disinteressato alla politica. I giovani hanno bisogno di modelli positivi in ogni settore della vita sociale, nella scuola, nella pubblica amministrazione e soprattutto nella politica. E' importante altresi' che gli uomini politici ritornino ad interessarsi concretamente dei problemi reali dei cittadini, frequentando circoli, mercatini, bar e altri luoghi di aggregazione. Inoltre, una volta eletti, e' necessario che si dedichino all'esercizio delle funzioni politiche in modo pieno e nell'esclusivo interesse della collettivita'. I giovani hanno bisogno di esempi positivi da seguire e in Italia purtroppo non ce ne sono stati molti.

LUIGI BARBERIS, PRESIDENZA PROVINCIALE ACLI ALESSANDRIA

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