
"Il Psi intanto era cambiato: la critica del leninismo, aperta dalla rivista socialista Mondo operaio con il saggio scritto da Luciano Pellicani e firmato da Bettino Craxi su Proudhon mi parve molto importante, mentre da parte comunista provocò solo ironia e rigetto. Io speravo che il Pci lasciasse il leninismo, il vero comunismo ateo, e accettasse la socialdemocrazia: quel dibattito mi mostrò quanto fosse lontana la speranza dalla realtà.
La relazione di Claudio Martelli sui meriti e i bisogni al convegno di Rimini nell’82 mi parve un discorso in cui la libertà della persona veniva in primo posto: le radici marxiste e leniniste dell’eredità storica del Psi erano interrotte. Moro aveva liquidato la Dc come partito popolare, affidando alle correnti la gestione delle tessere. La Dc non aveva alcuna cultura, il suo dibattito, ispirato dalla corrente politicamente più attenta, la sinistra di Base, era determinato da una riduzione della politica , separata sia da riferimenti dottrinali e spirituali, sia da un discorso sui rapporti tra la società e lo Stato. Il Psi aveva in sé molti cattolici, era un partito di libertà. Perché i cattolici non potevano votarlo, soprattutto dopo che Craxi, da capo del governo, nell’83, aveva offerto alla Chiesa quello che essa chiedeva, cioè la riforma del Concordato lateranense? Era impensabile per me che la presenza dei cattolici nella politica italiana fosse fondata su un assurdo come un partito votato per ordine dei vescovi. Un assurdo che nocque anche, e forse soprattutto, alla Dc perché essa non si curò più del suo elettorato, ma si posò placida sull’elettorato dei vescovi: e mantenne con il suo popolo un rapporto solo clientelare. Secondo la tradizione della Chiesa, espressa dal pensiero di San Tommaso, la politica andava fondata sulla legge naturale e non sulla fede e l’obbedienza alla Chiesa. Il Psi era ormai un partito di libertà e quindi aveva in sé il principio di libertà. Quando feci la scelta socialista, mi fu rimproverato di scegliere un partito del divorzio e dell’aborto. Ma tutte queste leggi erano state firmate da ministri democristiani. E nessuno fece come re Baldovino che si dimise temporaneamente da re, per non firmare la legge sull’aborto.
Scelsi con timore e tremore la via della candidatura europea e la ottenni perché Rino Formica mi offrì di essere candidato a Bari. La decisione fu per me traumatica. Capivo che avrei aperto un conflitto interno in me stesso, che infine ero prete sino al profondo dell’anima. Quando al congresso di Verona Craxi disse che mi avrebbe candidato, ebbi un grande successo nel popolo socialista, ma quattro conferenze episcopali del Sud condannarono il mio gesto. Siri, non volendo applicare la censura ecclesiastica, affidò la questione a un tribunale diocesano. Dissi al congresso del Psi una frase di Benedetto Croce, cioè che la libertà non ha per sé il futuro ma l’eterno. Giampaolo Pansa, che evidentemente non conosceva Croce, scrisse che avevo detto che l’attributo al Psi era l’eternità.
Vissi con dolore il sacrificio del Psi e quello personale di Bettino Craxi, in una evidente alleanza tra il pool milanese e il Pds. Capii che era la vendetta fredda dei comunisti: sostituire il Psi con il Pci. Il loro scopo storico da Livorno in poi era raggiunto. Anche due correnti democristiane vennero distrutte: i dorotei e gli andreottiani. La sinistra democristiana fu risparmiata e anzi i comunisti riuscirono a trasformarla in un partito pienamente subalterno a essi. Il Pci aveva vinto la sua guerra contro la Dc e il Psi a un tempo. Capii che i comunisti non cambiano mai. Forse il Pds era peggio del Pci perché i comunisti avevano un ideale, la rivoluzione, i postcomunisti sono freddi pragmatici che puntano solo al potere. Ebbi allora dalla Voce un’unica indicazione: quella di combatterli in nome della libertà."Gianni Baget Bozzo
"Consacrato alla politica" da Il Foglio 11 Maggio 2009

1 riflessioni razionali:
E' verissimo,le parole che più si inquadrano meglio nell'ottica degli ex PCI sono 'populismo' e 'demagogia',binomio che genera solo confusione all'interno di un sistema politico,basano la loro azione politica sull'odio mediatico verso una sola persona e cercano con tutti i modi,talvolta anche i più vili e mafiosi,di toglierlo dalla scena.Non esiste più il buon socialismo riformista di una volta,il liberalsocialismo tanto predicato dai fratelli Rosselli e messo in atto negli anni'80 da Bettino Craxi.Bel post
Saluti socialisti
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