
Sono fermamente convinto del pensiero di Virigina Wolf, la quale diceva che "In solitudine, prestiamo un'attenzione appassionata alla nostra vita, ai nostri ricordi, ai dettagli che ci circondano". Nel mio piccolo lo faccio quotidianamente, a volte in modo positivo e costruttivo a volte no. Chissà se la gente a cui mi rivolgo si accorgerà, in solitudine, degli errori fatti e li analizzerà in maniera scrupolosa e critica?!
Il problema che la mente ha analizzato è il seguente: può un soggetto prodigarsi per un fine o un obiettivo finale, ma allo stesso tempo non rimanerne strettamente legato per paura che la categoria in cui verrà inserito non gli piaccia? Della serie, possono due persone fare lo stesso lavoro solo che uno sceglie di chiamarsi meccanico e l'altro esperto nelle tecniche motoristiche per un assetto stabile del veicolo? Vi dico però che esiste codesto artifizio linguistico e l'ambiente dove se ne abusa è il terreno partitico. Perché direte voi? Perché di solito sono due i motivi: non si vuole ammettere di aver sbagliato in passato oppure non piace la strada che si sta percorrendo. Diciamo che del primo tipo sono tutti coloro che nel passato hanno sempre riflettuto prima con l'onore e l'ottusità e mai con la ragione, allora perché dovrebbero farlo adesso? I secondi invece sono più acuti dei primi, infatti vedendo il netto declino delle loro idee giovanili e capendo dove sta andando il mondo, cercano di coprire un pò di rughe politiche con il make-up ma sono attratti solamente da incarichi. Ritornando all'analisi, esistono molti esempi, ma il più lampante è questo: essere per il socialismo europeo ma non chiamarsi socialista. L'immagine che ho scelto, focalizza due modi simili ma lontani di vedere la cose, sta a noi capire il fattore che rende possibile questo. Gavino Angius ex senatore DS e Fabio Mussi ex deputato DS, la pensano in maniera simile ma nei fatti sono diversi perché? L'antefatto è che i DS (ex partito di entrambi) erano a Strasburgo nel gruppo parlamentare del Partito Socialista Europeo ed entrambi nella loro uscita dai DS - prima di fondersi con La Margherita per fare il PD - si erano ripromessi di creare un partito ad hoc. Angius vuole il Socialismo Europeo in Italia e aderisce ad un partito, il Partito Socialista, mentre Mussi vuole il Socialismo Europeo in Italia ma fonda un movimento chiamato Sinistra Democratica Per il Socialismo Europeo. Fino a qui solo una divisione sui mezzi, ma perché mentre il primo si definisce 'socialista', il secondo si deve definire 'per il socialismo europeo'? La paura di chiamarsi socialista fa molte vittime illustri in Italia, non ultimo D'Alema eletto con il PD ma leader maximo dell'Associazione dei RED (Riformisti e Democratici), che ancora pensano al PSE. La mente diffida dalle persone, le quali usano marchi e loghi solo per apparire agli altri sotto un'altra veste.
Il problema che la mente ha analizzato è il seguente: può un soggetto prodigarsi per un fine o un obiettivo finale, ma allo stesso tempo non rimanerne strettamente legato per paura che la categoria in cui verrà inserito non gli piaccia? Della serie, possono due persone fare lo stesso lavoro solo che uno sceglie di chiamarsi meccanico e l'altro esperto nelle tecniche motoristiche per un assetto stabile del veicolo? Vi dico però che esiste codesto artifizio linguistico e l'ambiente dove se ne abusa è il terreno partitico. Perché direte voi? Perché di solito sono due i motivi: non si vuole ammettere di aver sbagliato in passato oppure non piace la strada che si sta percorrendo. Diciamo che del primo tipo sono tutti coloro che nel passato hanno sempre riflettuto prima con l'onore e l'ottusità e mai con la ragione, allora perché dovrebbero farlo adesso? I secondi invece sono più acuti dei primi, infatti vedendo il netto declino delle loro idee giovanili e capendo dove sta andando il mondo, cercano di coprire un pò di rughe politiche con il make-up ma sono attratti solamente da incarichi. Ritornando all'analisi, esistono molti esempi, ma il più lampante è questo: essere per il socialismo europeo ma non chiamarsi socialista. L'immagine che ho scelto, focalizza due modi simili ma lontani di vedere la cose, sta a noi capire il fattore che rende possibile questo. Gavino Angius ex senatore DS e Fabio Mussi ex deputato DS, la pensano in maniera simile ma nei fatti sono diversi perché? L'antefatto è che i DS (ex partito di entrambi) erano a Strasburgo nel gruppo parlamentare del Partito Socialista Europeo ed entrambi nella loro uscita dai DS - prima di fondersi con La Margherita per fare il PD - si erano ripromessi di creare un partito ad hoc. Angius vuole il Socialismo Europeo in Italia e aderisce ad un partito, il Partito Socialista, mentre Mussi vuole il Socialismo Europeo in Italia ma fonda un movimento chiamato Sinistra Democratica Per il Socialismo Europeo. Fino a qui solo una divisione sui mezzi, ma perché mentre il primo si definisce 'socialista', il secondo si deve definire 'per il socialismo europeo'? La paura di chiamarsi socialista fa molte vittime illustri in Italia, non ultimo D'Alema eletto con il PD ma leader maximo dell'Associazione dei RED (Riformisti e Democratici), che ancora pensano al PSE. La mente diffida dalle persone, le quali usano marchi e loghi solo per apparire agli altri sotto un'altra veste.
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