Un governo appena insediato che non rispetta le promesse fatte in campagna elettorale si commenta da solo. Tali promesse sono scaturite da un magnanimo gesto altruistico? Sono state proposte per il bene collettivo e quindi per l'interesse generale? Non so rispondere. Quando però vediamo un sostanziale scollamento tra le promesse e l'agire governativo, la mente razionale si rende conto (in ritardo) della svalutazione netta della campagna elettorale negli ultimi 15 anni. In principio dal 1994 esisteva un solo contentore politico che s'interessava di fare grandi promesse agli italiani, un favoloso specchietto per le allodole, nel quale si garantiva che la propria prospettiva di governo poteva diventare un modo per creare un magnifico "Paese dei balocchi". La propaganda politica quindi da quel momento ha perso di efficacia, di contenuti , di idee che facciano sperare la gente nel futuro. Farla sognare però non vuol dire presentarle un mondo distorto, dove si stacca la spina dalla realtà solo per un momento e cioè quello delle elezioni. Si sogna, se si sanno in maniera chiara e trasparente i dati reali. Ci ritroviamo oggi però, a sperare di cambiare continuamente l'Italia con il nostro voto, dandolo ad una speranza chiamata "opposizione". Hanno chiamato questo il sistema dell'alternanza. Dicono che è la migliore medicina per curare l'azienda Italia, ce l'hanno anche gli americani! Non mi pare che sia una soluzione adeguata alla nostra piccola realtà con una classe dirigente di queste proporzioni. Il futuro dell'Italia non sarà per tutti ma per pochi, se le promesse la faranno da padrone.
venerdì 27 giugno 2008
Prometto di dire la verità nient'altro che la verità.
Un governo appena insediato che non rispetta le promesse fatte in campagna elettorale si commenta da solo. Tali promesse sono scaturite da un magnanimo gesto altruistico? Sono state proposte per il bene collettivo e quindi per l'interesse generale? Non so rispondere. Quando però vediamo un sostanziale scollamento tra le promesse e l'agire governativo, la mente razionale si rende conto (in ritardo) della svalutazione netta della campagna elettorale negli ultimi 15 anni. In principio dal 1994 esisteva un solo contentore politico che s'interessava di fare grandi promesse agli italiani, un favoloso specchietto per le allodole, nel quale si garantiva che la propria prospettiva di governo poteva diventare un modo per creare un magnifico "Paese dei balocchi". La propaganda politica quindi da quel momento ha perso di efficacia, di contenuti , di idee che facciano sperare la gente nel futuro. Farla sognare però non vuol dire presentarle un mondo distorto, dove si stacca la spina dalla realtà solo per un momento e cioè quello delle elezioni. Si sogna, se si sanno in maniera chiara e trasparente i dati reali. Ci ritroviamo oggi però, a sperare di cambiare continuamente l'Italia con il nostro voto, dandolo ad una speranza chiamata "opposizione". Hanno chiamato questo il sistema dell'alternanza. Dicono che è la migliore medicina per curare l'azienda Italia, ce l'hanno anche gli americani! Non mi pare che sia una soluzione adeguata alla nostra piccola realtà con una classe dirigente di queste proporzioni. Il futuro dell'Italia non sarà per tutti ma per pochi, se le promesse la faranno da padrone.
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