Parlando con un amico americano - lui non è proprio americano ma la sua famiglia si è trasferita quando aveva 7 anni dall'Irlanda negli USA - ho capito ed ho riflettuto molto sull'utilità del confronto con altre realtà al di fuori dell'Italia. Occhi esterni che in questo momento possono dirci come è visto questo povero Paese. Mi diceva, "Lo sai che in questi giorni è venuto Bush in Italia?" ed io in maniera molto snob e preparata "Si lo so! Che casino hanno bloccato tutta Roma" e lui di rimando "Si si è vero! Pensa, stavo lavorando e ad un certo punto è venuta la moglie di Bush, Laura Bush, al palazzo affianco al mio, presso il WFP (World Food Programme)". Io in maniera euforica gli chiedo come fosse e lui "Beh come al solito appariscente e basta, nulla più. Scusa se cambio discorso, ma sembra che gli italiani adesso sono molto amici degli USA, ma gli altri paesi europei che ne pensano?". Gli rispondo in questo modo in calcio d'angolo "Penso che Berlusconi stia passando troppo per amico di fiducia di Bush e dia poco importanza al grande progetto europeo. Punti di vista diversi dalla sinistra, che in teoria dice di gradire maggiormente l'Unione europea, poi nei fatti la sua politica estera è ancorata agli USA. Lo sai che Bush sia a destra che a sinistra non è molto amato? Certo adesso che mi ci fai riflettere molti italiani sono anti-Bush". Il mio amico sorpreso allora prende la parola e dice "Davvero?Ma come! Ma se hanno votato Berlusconi!", in tono stizzito. Io allora non capendo molto la sua esclamazione rispondo "In che senso scusa?"e lui ancora più impettito "Ma in che modo votate in Italia? Scusa ma molte persone sapevano che votandolo avrebbero legato di più la sorte dell'Italia alla politica estera degli USA? In poche parole, votando lui avrebbero detto si ad un nuovo contributo italiano in Afghanistan e in Iraq"!
Rimango un pò perplesso. La morale dagli yankees! L'amico americano però mi aiuta a capire molte cose con quello scambio di battute. Capisco che gli italiani possono essere a favore della pace, ma nel contempo in maniera indiretta possono essere favorevoli alla guerra. Lui allora vedendomi in difficoltà mi dice "Magari è perché nell'agenda politica italiana, in questo momento, si è voluto mettere in secondo piano la politica estera". Io allora in tono di revanche "Si per la sicurezza! Dicono che Roma è la città più insicura d'Italia"! Mi sento molto impacciato a parlare di politica con lui per il fatto che è molto preparato sulle notizie, ma questa non la conosceva proprio ed esclama: "Nemmeno per scherzo, che dici! Roma insicura? Cosa? Ne hanno fatto un tema di propaganda elettorale?!! Certo solo voi potevate cascarci! Dicono che l'Europa sia la patria della Ragione, ma vedo che le superstizioni non mancano mai e regnano ancora, l'Italia è l'esempio"! Dopo il suo momento, gli dico che l'insicurezza è molto viva nello stato d'animo degli italiani, è qualcosa che si avverte nell'aria e si riflette nella crisi con i rom ed i romeni. "Non bado a queste cose, perché scambiare i rom per i romeni vuol dire non essere a conoscenza di cosa ci sia fuori dai confini dell'Italia", come dargli torto, stava dicendo cose condivisibili. "Nemmeno un bambino potrebbe addossare colpe sue ad un altro bambino, così gli italiani non possono addossare le proprie colpe ed i mali sociali verso lo straniero di turno"!
E' vero! Come quando si addossava la colpa nell'Est europeo allo straniero o all'ebreo di turno. Si cercava di cancellare i mali dalla società con spedizioni punitive (pogrom). Un rito magico, un modo per espellere la negatività e dirigerla - per sfogare la rabbia repressa - all'oggetto che conta di meno nella scala sociale.
Quando non sei dentro ad un contesto ideologizzato, vedi sempre le cose in maniera giusta oculata e saggia.

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